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Stagionalità e moda: slow fashion italiano per un consumo responsabile

Questo improvviso rallentamento ci ha portati a riapprezzare la bellezza delle piccole a cui non avevamo tempo per dedicarci o di cui, addirittura, ci eravamo dimenticati. Per questo la moda italiana si è imposta di trarre una lezione positiva per dare almeno un senso a questo momento tragico riflettendo sulla malattia del sistema moda che ha contribuito, insieme a tanti altri fattori, a contagiare la società. Tra i membri più influenti ed illustri della moda italiana, qualcuno aveva già intravisto nel Coronavirus un potente nemico al punto da arrivare a prendere la sofferta, ma opportuna, decisione di sfilare a porte chiuse durante l’ultima settima della moda. Non si trattava di una scelta di marketing fine a sé stessa, ma dell’inizio di una vera e propria rivoluzione per riportare alla luce l’alta moda come la conoscevamo un tempo. Ad esporsi è il Re della moda, Giorgio Armani. Lo stilista italiano si rivolge agli americani invitandoli a trarre una lezione positiva da questo momento storico così critico e di capire la necessità di rallentare il ritmo ormai insostenibile della moda. Un manifesto, quello di Re Giorgio, che viene accolto da colleghi del suo stesso spessore, da Donatella Versace a Rick Owens, da Elisabetta Franchi e Marco Baldassarri di Eleventy.

slow fashion italiano
Slow Fashion Italiano – foto credit: Facebook @GiorgioArmani

Lo stilista sottolinea anche la completa perdita di stagionalità del sistema moda e l’inutilità di avere nei negozi le collezioni estive a febbraio e quelle invernali ad agosto. In quanti hanno davvero bisogno di acquistare un cappotto in piena estate o di riempire l’armadio con vestitini leggeri a febbraio? Nessuno, ma spesso lo facciamo, perché siamo travolti dall’ansia, dalla paura di rimanere indietro e, benché questa sia diventata la norma, non significa che è la normalità.

slow fashion italiano
Slow Fashion Italiano – foto credit: Unsplash

Senza usare espressamente il termine slow fashion, nel suo manifesto, Armani fa un appello al ritorno della moda lenta. Quella moda che le persone torneranno ad apprezzare, perché tutti abbiamo capito l’importanza del rallentare e dell’inutilità di soddisfare ogni bisogno nell’immediato, ma non solo. Adesso il mondo ha bisogno più che mai di bellezza, di quella bellezza che richiede tempo e ispirazione. Non avremo più bisogno di Pre-Collezioni, ma preferiremo aspettare le sfilate principali smaniosi di veder uscire in passerella la magnificenza di abiti non più disegnati dal dettare del tempo, ma che nascono dall’ispirazione e vengono realizzati con passione e cura.

slow fashion italiano
Slow Fashion Italiano – foto credit: Unsplash

Il movimento dello slow fashion nasce nel 2007 con Kate Fletcher dalle suggestioni dello slow food di Carlo Petrini. Un movimento che si contrappone al fast fashion e che difende la moda etica e sostenibile prima dell’avvento di produzioni seriali e massificate. Uno dei punti cardini di questo movimento è la vittoria della qualità sulla quantità. Lo slow fashion ci invita ad essere consumatori attenti e responsabili che non comprano perché vogliono, ma perché ne hanno reale bisogno. Il fast fashion ci ha fatto credere che abbiamo bisogno di armadi pieni di vestiti per sfoggiare tutti i giorni outfit diversi. Ci ha trasformati in accumulatori seriali che comprano tanto spendendo poco e con l’errata convinzione che anche se quello che compriamo si rompe dopo due utilizzi o non va più di moda la prossima stagione, almeno ci abbiamo investito pochi soldi! Questa malattia di aver sempre bisogno della novità e l’ossessione di dover essere sempre al passo con l’ultima tendenza ha cancellato l’interesse di sapere dove è stata prodotta la maglia che indossiamo, chi ha cucito i nostri pantaloni e con quale cotone è stata fatta la nostra camicia. Proprio per tutelarsi da questa comune mancanza di consapevolezza e dalla necessità italiana di contraddistinguere la sua moda invidiata in tutto il mondo, dall’8 febbraio 2011, CNA Torino registra il marchio collettivo Slow fashion che garantisce l’origine, la qualità e la natura della manifattura italiana.

Slow fashion per un consumo responsabile
Slow Fashion Italiano – foto credit: Unsplash

Adesso è il momento giusto per riacquisire la consapevolezza del valore di ciò che stiamo acquistando e di ciò che indossiamo. Quindi, se non ora, quando?

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Scritto da Sara Napolitano

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