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Il Casinò di Venezia, una serata a Ca ‘Vendramin Calergi

Venezia è una città unica al mondo, nota a tutti per la sua incomparabile bellezza, per la sua atmosfera sognante e sospesa, per i suoi palazzi nobiliari sul Canal Grande, per la splendida Piazza San Marco. Viene ammirata ogni anno da milioni di turisti ed è universalmente riconosciuta come una delle più alte espressioni artistiche del nostro paese, come il frutto di una commistione unica tra Oriente e Occidente. Venezia è un posto di cui innamorarsi, un luogo ricco di storia e di segreti, che non si finisce mai di scoprire. Antico centro mercantile, forse il più importante del Mediterraneo prima della scoperta delle Americhe, la Serenissima nei secoli è stata una potenza che si è sempre distinta per la prosperità delle sue attività, nonché per il suo pervicace attaccamento alla libertà. 

Fonte: Flickr Autore: Jean-Pierre DalbéraLicenza:Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

Non a caso, proprio a Venezia nel 1638 è stata fondata e ufficialmente riconosciuta la più antica casa da gioco del mondo. Tutta la società dell’epoca parlava di questo luogo dal potentissimo fascino letterario, rimasto celebre grazie alle cronache e a molti scritti. Uno dei veneziani più famosi di sempre, Giacomo Casanova, frequentava spesso il casinò cittadino, riportando nelle sue memorie i dettagli delle serate trascorselì in compagnia di bellissime dame della nobiltà veneziana. In principio il casinò si trovava al Ridotto di San Moisè ed era aperto esclusivamente nel periodo del Carnevale, vale a dire nei mesi che intercorrono tra il Natale e la Quaresima. Si poteva entrare solo mascherati, praticamente tutti i giocatori indossavano una maschera in volto eccetto i croupier, che dovevano essere chiaramente riconoscibili.Questi all’epoca erano stipendiati dal governo veneziano, erano dei veri e propri dipendenti pubblici. Per la Serenissima, infatti, il gioco era una voce importantissima nell’economia locale e gli introiti del casinò arricchivano le casse dello stato in modo significativo. L’attività del casinò non è stata sempre regolare e continuativa, nel 1774, ad esempio, il Consiglio dei Dieci ne decretò la chiusura, per essere poi riaperto dopo qualche anno. Tuttavia, il casinò di Venezia rappresenta da secoli una vera e propria istituzione nel campo del gioco. Ancora oggi è possibile visitare gli spazi del Ridotto di San Moisè e continuano ad esservi organizzati sontuosi party in maschera nel periodo del Carnevale, e non solo, sebbene non ospiti più l’antica sala da gioco.

Verso la fine degli anni Trenta del Novecento è stato inaugurato il Casinò di Venezia al Lido. La scelta è stata legata alla celebre Mostra internazionale d’arte cinematograficache si tiene ogni anno ancora oggi a Venezia, la cui prima edizione risale al 1932. Negli Anni Cinquanta è stata aperta anche una sede nel centro storico, quella di Ca’ Vendramin Calergi, palazzo che si affaccia sul Canal Grande. È stato scelto un edificio in stile rinascimentale, costruito intorno al 1481 e ultimato nel 1509,probabilmente su progetto dell’architetto Mauro Codussi. Il palazzo è un’antica residenza nobiliare abitata dai dogi, dagli esponenti dell’alta aristocrazia veneziana e da grandi figure dell’arte e della cultura, una su tutte quella del compositore tedesco Richard Wagner, che vi morì il 13 febbraio 1883. A lui è intitolata una targa la cui iscrizione è stata composta da Gabriele d’Annunzio in sua memoria: “In questo palagio / l’ultimo spiro di Riccardo Wagner / odono le anime perpetuarsi come la marea / che lambe i marmi”.Ancora oggi il casinò ha questa sede.

>>>> Fonte: Flickr Autore: takomabibelot Licenza:Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

Il Casinò Ca’ Vendramin Calergi conserva un’atmosfera molto antica e sfarzoso, il suo palazzo lascia incantati tutti gli avventori. È molto suggestivo arrivare al casinò in barca e scendere sul tappetto rosso che accoglie gli ospiti del casinò. I vaporetti fermano direttamente davanti l’entrata principale, raggiungerlo è molto semplice, anche durante la notte, le corse sono praticamente continuate. All’entrata si cambiano subito le fiches e inizia l’avventura. Al casinò di Palazzo Ca’ Vendramin Calergi è possibile trovare diversi tavoli da gioco tipici della tradizione francese, come il Chemin de Fer, il Punto Banco e la Roulette Francese, così come anche alcuni giochi americani, vale a dire il Black Jack, la Fair Roulette, il Caribbean Poker e le amatissime slot machine. Non solo, ma nello stesso edificio si trova anche il celebre ristorante Wagner, che occupa alcune delle più belle sale del Palazzo. La cucina del ristorante si distingue per la sua raffinatezza, in particolare per quanto riguarda le portate di pesce e i risotti, sempre molto apprezzati dagli avventori. L’offerta è ampia e i menù cambiano spesso in base alla stagionalità delle pietanze.Si cena circondati da stucchi ed affreschi, in un ambiente dagli interni in perfetto stile ottocentesco, dominato da imponenti lampadari di cristallo, grandi specchi barocchi e pareti damascate dal colore scarlatto. Vi è inoltre un Salone delle feste al piano nobile del palazzo e un giardino che si affaccia direttamente sul Canal Grande. Una serata al casinò di Venezia è un vero e proprio salto nel tempo, un tuffo in un passato leggendario.

A Venezia, tuttavia, si possono vivere tante diverse esperienze di gioco. Quello di Palazzo Ca’ Vendramin Calergi non è l’unica sede del casinò veneziano, vi è infatti anche un altro luogo dove è possibile giocare trovando un’atmosfera marcatamente contemporanea e una grandissima scelta quanto a giochi. Si tratta del casinò di Ca’ Noghera, il primo casinò in stile americano d’Italia. Inaugurato nel 1999, si trova nei pressi dell’aeroporto Marco Polo ed è facilmente raggiungibile imboccando le principali vie della rete stradale dell’Italia del nord-est. La modernissima struttura della sala da gioco si estende per oltre 5000 mq, offrendo giochi per tutti i gusti. A Ca’ Noghera ci sono infatti oltre 550 differenti slot machine, praticamente di ogni tipo. Una volta arrivati non resta che tenere a mente i migliori consigli su come vincere alle slot e provare, c’è solo l’imbarazzo della scelta. L’innovazione è il tratto saliente di questo casinò. Nella sala San Marco, d’un’ampiezza d’oltre 1000 mq, è possibile giocare a Black Jack, Fair Roulette, Caribbean Poker, Chemin de fer, Punto banco e sbizzarrirsi con una vastissima gamma di giochi elettronici di ultima generazione. Non solo, ma regolarmente qui si tengono anche concerti, eventi e spettacoli, l’intrattenimento ha un ruolo chiave nella vita del casinò.

Fonte: Pxhere Autore: Unknown Licenza:CC0 Public Domain

Il successo del gioco a Venezia è dimostrato dai numeri. Nel 2018 il Casinò di Venezia ha realizzato infatti il miglior incasso negli ultimi cinque anni, registrando rispetto al 2017 un incremento del 7,7%. Nel 2017 sono entrati nelle casse di Ca’ Vendramin Calergi e di Ca’ Nogheraben 97.585.225,95 euro, due milioni in più rispetto al 2016 e quattro milioni in più rispetto al 2015. Sono state portate avanti varie politiche, la principale consiste nel rimettere il giocatore al centro di un’esperienza di gioco che si distinge per la sua raffinatezza e per la cura del dettaglio. Tantissimi ovviamente gli stranieri che ogni anno accorrono per fare la loro giocata, in particolare cinesi e russi.

Il gioco non si è fermato nemmeno in questi ultimi giorni, nonostante l’acqua alta record e i disagi vissuti dalla città nell’ultima settimana. Le piogge torrenziali e le alte maree hanno infatti provocato danni gravissimi a numerose attività commerciali della Laguna, mettendo in situazione di pericolo anche importanti siti storico-artistici e la vita stessa di abitanti e soccorritori. Tutta l’Italia si è riunita intorno a Venezia. Tutti i locali del casinò a Ca’ Vendramin Calergisono rimasti attivi, il personale all’erta e tutte le attività sono procedute regolarmente, senza intoppi. Non si sono notate particolari ripercussioni sulle presenze al tavolo verde di veneziani e turisti, il gioco piace e visitare un casinò come quello di Venezia rappresenta un’esperienza alla quale in pochi vogliono rinunciare.

Fonte: Flickr Autore: Dennis Jarvis Licenza:Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)
Vincenzo Girasoli

Scritto da Vincenzo Girasoli

Una vita ad immaginare e costruire un futuro che non è mai stato così chiaro e limpido. Fatto di emozioni inesauribili alla vista dei colori che questo mio Paese sa ogni giorno regalarmi. Ho viaggiato, senza mai stancarmi, per poi fermarmi dinanzi al blu del mio Mediterraneo. Lì capire che qualcosa di grande e profondo, intenso e meraviglioso, stava accadendomi; e che non mi sarei mai più fermato. Tuffandomi in quel mare sapevo che non avrei più potuto tornare indietro. Al contempo sapevo che i brividi che mi percorrevano sarebbero stati i vostri. E che insieme avremmo corso sempre più veloce verso qualcosa di puro, autentico, genuino, felice. Qualcosa che con orgoglio chiamo Idressitalian.

La chiamavano Settimana della Moda