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Cosa ci succede quando si inizia ad andare a teatro

Per molte persone andare a teatro è uno svago, per alcune un’ esigenza, per altre una concessione che ci si può permettere ogni tanto e per molti, purtroppo, qualcosa per cui non vi è alcun interesse.

Eppure, andare a teatro è un’occasione che comporta molti benefici e ci fa innanzitutto conoscere e apprendere moltissimo.

Intanto, bisogna sfatare il mito per cui a teatro vadano solo persone di una certa età: fortunatamente, infatti, stanno crescendo moltissimo le realtà in cui il pubblico è composto in una buonissima percentuale da under30 e sono sempre di più i giovani che lavorano nel settore e frequentano  scuole di recitazione, scenografia o per le professioni tecniche.

Come per il vino, un tempo bevanda legata agli adulti, perché  ai giovani si associava solo la birra, le tendenze stanno cambiando. Per questo, viene bene fare un paragone fra chi inizia a seguire lezioni di avvicinamento al vino e chi inizia a riempire le platee d’Italia.

In entrambi i casi, il primo beneficio è ovviamente quello di allargare le proprie conoscenze e il proprio bagaglio culturale, andando a scoprire che, come ogni Regione italiana ha i propri vini di punta, vi sono anche maschere, personaggi, tradizioni e stili di rappresentazione profondamente diversi anche in Regioni o addirittura zone fra loro vicine. Il folklore italiano è un patrimonio da non dimenticare e un conto è essere consapevoli della nostra varietà culturale, un altro è avere modo di toccarne con mano le differenze andando a vedere spettacoli (in teatro, ma in questo caso anche in strade e piazze) quando stiamo viaggiando.

Inoltre, i teatri storici italiani sono dei veri gioielli architettonici e viverli vuol dire fare un tuffo in dei veri capolavori artistici!

Andare a teatro vi rende più consapevoli di voi stessi e delle vostre necessità. Come? Cominciate a frequentare le sale e sarete presto in grado di capire quale genere preferite.

Tornando al mondo dell’enologia, potremmo dire che abbiamo il genere del musical che potrebbe essere un festoso calice di bollicine, mentre il cabaret/commedia è perfetto per momenti senza impegno come un buon bianco. Più impegnativo diventa il genere della prosa, da calibrare nelle serate giuste come un rosso strutturato, ma ancora più tosto è il mondo dei grandi classici o dei monologhi impegnati. Qui siamo ai vini passiti, da meditazione, da prendere a piccole dosi e col rischio che si arrivi un po’ stanchi già alla fine del primo bicchiere. La lirica, poi, è una sorta di mondo a sé, siamo probabilmente già ai distillati…

Non abbiate timore di scegliere cosa preferite e non badate a mode, pregiudizi o alla critica: azzardando un po’ di psicologia, potremmo dire che se vi rendete conto di amare il musical, forse siete molto stressati e vi serve svago, se invece amate spettacoli impegnatissimi potreste aver bisogno di aggiungere spessore alla vostra vita, magari poiché fate un lavoro mentalmente poco gratificante. Continua a leggere cliccando il pulsante in basso >

Scritto da Mattia Gelosa

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