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Le opere liriche italiane più famose di tutti i tempi – Top 10

Le opere italiane più belle di tutti i tempi

Le opere liriche italiane più famose e belle secondo Idressitalian

L’Italia è il paese della musica lirica. Terra natale di compositori come Verdi, Puccini e Vivaldi. Spesso però si pensa che le opere liriche piacciano solo ad una piccola nicchia di persone, ma in realtà non è così. Infatti, tutti noi ascoltiamo brani d’opera senza rendercene conto, semplicemente guardando un film o uno spot pubblicitario, ed il più delle volte ne apprezziamo l’armonia.

Sicuramente, la musica classica non è un genere semplice o di facile apprendimento, ma educando pian piano il nostro orecchio all’ascolto, non sarà difficile apprezzarla, anzi in alcuni momenti sarà addirittura impossibile farne a meno.  La lirica ha un fascino speciale. Abbiamo pertanto scelto per voi le 10 opere italiane più belle di tutti i tempi, con la certezza che tra tutte ne troverete almeno una capace di farvi emozionare.

10. Norma – Vincenzo Bellini

L’opera debuttò al Teatro alla Scala di Milano il 26 dicembre del 1831. È composta in due atti e ed tratta dalla tragedia “Norma ou l’Infanticide” di Louis-Alexandre Soumet.

Il racconto è ambientato in Gallia, durante la dominazione dell’impero romano. Norma è una sacerdotessa, figlia del capo dei Druidi Oroveso, ma è stata anche l’amante segreta di Pollione, il proconsole romano. Dalla relazione clandestina sono nati due figli, allevati all’insaputa di tutti dalla fedele Clotilde. Pollione successivamente s’invaghisce di una giovane sacerdotessa, Adalgisa. Norma, sconvolta una volta appresa la notizia, incontra Pollione e gli chiede di lasciarla. L’uomo rifiuta e Norma, per vendicarsi della delusione subìta, addita Adalgisa (la quale ha infranto i sacri voti di castità) come la vittima sacrificale da offrire agli dei affinché aiutino i Galli a liberarsi dal giogo romano. Ma, proprio nel momento in cui può compiere la sua vendetta, Norma anziché scegliere Adalgisa nomina se stessa quale vittima da destinare al sacrificio. Pollione, di fronte al nobile gesto di Norma, decide di sacrificarsi sul rogo insieme a lei.

L’opera è stata il cavallo di battaglia di alcuni grandi soprani, tra cui Maria Callas, Joan Sutherland e Montserrat Caballé.

9. Madame Butterfly – Giacomo Puccini

Madama Butterfly” è una delle opere più famose del repertorio classico. La più significativa opera occidentale basata su un soggetto giapponese che viene trattato con la massima oggettività possibile dal Puccini. Ovviamente “Madame Butterfly” è molto di più che un viaggio in musica. È una tragedia nella quale il conflitto drammatico deriva dalla determinazione dell’eroina di abbandonare le proprie tradizioni culturali per amore di uno straniero, un militare in licenza.

Una delle caratteristiche più evidenti della musica è l’uso di un certo numero di melodie giapponesi che diventano inevitabilmente il materiale tematico più importante dell’opera, oltre che un modo perfetto che permette all’ascoltatore di percepire l’unicità e la totalità musicale.

8. La cavalleria rusticana – Pietro Mascagni

È un’opera rivoluzionaria in cui Mascagni inserisce nel preludio, della “Sicilianità”, una serenata di compare Turiddu a Lola che porta immediatamente, in modo insieme poetico e realistico, l’ascoltatore nell’ambiente dell’opera. Essa è una successione di “numeri” musicali dove la sinfonia evoca alla perfezione il paesaggio tipico siciliano.

Il racconto presenta il triangolo costituito da Turiddu, che ama Lola, la quale, però, mentre il fidanzato è a fare servizio militare, sposa il ricco carrettiere Alfio. Turiddu un po’ per far ingelosire la fidanzata, un po’ per delusione ricevuta, decide di flirtare con Santuzza. A questo punto, Lola, ingelosita a sua volta, riallaccia la vecchia relazione con Turiddu (a questo punto adulterina), e Santuzza, per vendicarsi, rivela il tutto al povero Alfio. Seguono il duello e la morte di Turiddu. E Santuzza diventa chiaramente la donna “sedotta e abbandonata”.

La cavalleria rusticana” è ricca di melodia applicata ad un testo veloce, incalzante e di singolare efficacia drammatica.  Ciò che trascina il pubblico è senza ombra di dubbio quel senso di “aria aperta” di Sicilia che la partitura suscita ad ogni momento, al di là dei chiari ossequi alla tradizione.

7. Rigoletto – Giuseppe Verdi

Rigoletto” è la prima opera di quella che viene definita “trilogia popolare”, completata da “Trovatore” e “Traviata”.

È un’opera profondamente critica nei confronti della società, del potere e della falsa moralità. L’ambientazione è quella mantovana e ha come protagonisti la Corte dei Gonzaga. Verga, quasi ad arte, non esita a dipingerli come un covo di serpi dove regna l’inganno, l’ipocrisia e l’eccessiva mondanità. L’opera senza dubbio rappresenta l’apice del melodramma italiano del XIX secolo; sia per lo stile musicale, sia per quel romanticismo incontrollabile tipico della prima metà dell’Ottocento.

Qui la musica è un continuo fluire, capace di rendere tangibili le emozioni e le passioni che animano i protagonisti della vicenda.

6. La Bohème – Giacomo Puccini

È l’opera più snella del Puccini in cui si respira tranquilli, si sorride anche, e le lacrime rampollano da una scaturigine più pura, perché meno artificiale. I personaggi sono delineati con maniacale perfezione, oltre ad essere raccontati attraverso una regia, il più possibile naturalistica.

La Bohème” si apre con un attore/autore (forse lo stesso Puccini) che scrive nella soffitta, da solo, pensa, sogna, ricorda. Piano, piano, l’autore si confonde con la figura stessa del personaggio creato e la storia comincia. Qui la musica disegna alla perfezione i più dolci sentimenti dell’anima, traducendoli in squisite melodie che rappresentano le infinite passioni umane.

5. Nabucco – Giuseppe Verdi

Il “Nabucco” è l’opera che meglio interpreta lo spirito nazionale italiano nel senso più positivo e nobile del termine. Verdi qui impone un modello culturale capace di forgiare generazioni di musicisti e di cittadini. Questo spiega la grandezza di una partitura che mostra ancora oggi un’incredibile attualità, venendo ritenuto il lavoro più importante di un Verdi giovane e sicuro dei propri mezzi. L’opera è un dramma soprattutto corale che viene ambientato durante la prigionia del popolo ebreo da parte degli assiri guidati dal re Nabucodonosor. Ed è proprio il coro di questo popolo, sconfitto e prigioniero dei Babilonesi, a farsi personaggio con il coro verdiano più conosciuto e amato: “Va’, pensiero sulle ali dorate”, un canto che è evocazione della terra amata e perduta, e la constatazione del proprio amaro destino.

4. Tosca – Giacomo Puccini

Si tratta di un’opera scritta in tre atti. Puccini ci porta nella Roma del XIX secolo, in un mondo politico dominato dal potere per il controllo e il sospetto. Il racconto presenta l’amore tra la cantante Floria Tosca e il pittore Mario Cavaradossi, gli inganni del barone Scarpia, la passione, la disperazione, la vendetta. Il tutto accompagnato da una musica potente, una storia emozionante e un finale tragico. I momenti più forti del melodramma sono sicuramente contenuti nelle arie “Vissi d’arte” dove si può cogliere la poetica disperazione di Tosca sotto il crudele ricatto di Scarpia. E infine il finale, inevitabilmente tragico, che prende forma in un crescendo che non potrà che farvi venire la pelle d’oca.

3. La traviata – Giuseppe Verdi

La Traviata è un melodramma diviso in tre atti composto da Giuseppe Verdi, su libretto di Francesco Maria Piave. Il lavoro per Verdi fu indubbiamente grande: la scrisse in 40 giorni, da fine gennaio ai primi di marzo del 1853. Il vero significato de “La traviata”, risiede nella consapevolezza e nella sua capacità di “dare amore”; l’amore di Violetta (protagonista principale) sta proprio nel suo realizzarsi in questo autentico e sublimato sentimento, passato attraverso la passione e la rinuncia. Dunque l’“Amami Alfredo”, esposto al preludio è quindi connesso musicalmente e psicologicamente al concretizzarsi degli eventi, in momenti assolutamente particolari per la loro univocità.

L’opera ha poi un altro aspetto molto importante: le voci dalle diverse colorature. Queste sono essenziali per dare profondità e pienezza al tutto.

2. Il Barbiere di Siviglia – Gioachino Rossini

È un’opera buffa che rappresenta una società che ha perso il senso dell’orientamento, travolgendo quei pochi punti di riferimento che aveva. Il Figaro de “il Barbiere di Siviglia” ne è un esempio chiaro. Quest’ultimo è il personaggio principale, un unicum di insolenza, astuzia, sicurezza, spavalderia. Gioachino Rossini quasi lo disegna con una punta di disprezzo paternalistico. Diversamente il personaggio di Rosina (altro personaggio principale) solo in apparenza appare dolce, obbediente, rispettosa, in quanto dimostra di sapere affinare le sue doti di donna scaltra, volitiva e, al bisogno, spietata, in grado di predisporre terribili trappole, al solo segnale di contraddizione.

Insomma, “Il Barbiere” di Rossini è un perfetto ed equilibrato susseguirsi di musiche accattivanti e linguaggi vivaci, in un quadro d’insieme dal forte colore paesaggistico ed evocativo che fa divertire facendo allo stesso tempo riflettere.

1. Aida – Giuseppe Verdi

Chi non conosce la marcia trionfale dell’Aida? Impossibile non riconoscere alcuni dei suoi più bei brani. Impossibile non restarne ammaliati. L’Aida è un’opera lirica in quattro atti, tratto da uno spunto di Auguste Mariette, rielaborato da Camille Du Locle in collaborazione con Giuseppe Verdi. Su libretto di Antonio Ghislanzoni, il direttore dell’Opéra-Comique di Parigi commissionò la composizione dell’opera lirica a Verdi che, nonostante si rifiutasse di scrivere musica d’occasione, trovò il soggetto interessante e accettò di comporre l’opera lirica che oggi conosciamo come Aida:  “Celeste Aida, forma divina, mistico serto di luce e fior “.

Aida è anche la protagonista principale. È una principessa etiope, fatta schiava dagli egiziani. Ama ed ricambiata da Radamès, un comandante dell’esercito, che è a sua volta amato, ma inutilmente, dalla figlia del faraone, la principessa Amneris. Da qui potete immaginare come andranno le cose, dove amore e morte sono il binomio perfetto per un melodramma.  Le melodie fanno venire i brividi lungo la schiena. Non credo si possa chiedere di meglio, contando, poi, che si tratta di un’opera meravigliosa.

Questa è l’Opera italiana… qualcosa di straordinario!

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Lucia Franco

Scritto da Lucia Franco

Se gli occhi sono lo specchio dell’anima la fotografia non è altro che il riflesso dei sentimenti. Racconto della fotografia, la mia passione, i miei scatti. Fin da bambina consideravo la fotografia parte integrante delle parole, l’immagine accompagnata da una dolce poesia. Ogni nuova idea può essere un viaggio, sia fisico che interiore, essenziale ai fini della “creazione” per ognuno di noi. La fotografia, l’immagine e l’arte da cui parte la costruzione dell’uomo stesso: la nascita della parte istintiva di ognuno di noi, dell’energia e quindi l’origine delle nostre stesse emozioni. Cosa c’è di più bello del fotografare un’emozione pura? La nostra Italia dai contorni sfocati e spenti; decidere di mettere a fuoco, attraverso la giusta lente, il bello e il vero della nostra italianità. Riscoprendo le sue eccellenze.

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