La musica calabrese – Nobil donna d’altri tempi

La musica calabrese

La musica calabrese – Una ricca e inaspettata tradizione musicale

La musica calabrese – Non esistono dei parametri o dei criteri che stabiliscono cosa sia la “musica calabrese”. Esiste la percezione che ognuno di noi ha nell’ascoltarla.

La musica calabrese è un genere musicale che affonda le proprie radici nella tradizione di una terra, incantevole, bella ed incontaminata. È ricca di sfumature, tra le più belle, forse. Di solito quando si parla di musica in quanto tale, questa è universale e libera da qualsiasi regola, diversamente quella calabrese esprime emozioni continue.

Essa è un viaggio. È un canto antico che sarà “di oggi” anche domani. È sfilacciata dal tempo, sparsa in brandelli, ma nonostante tutto resiste e si riscopre recuperando e riproponendo la propria dignità dimenticata, conquistando il mondo intero. Un tempo questo genere era considerato un figlio minore della musica. Era come parlare di un’arte che non fosse degna di questo nome. Ma io resto dell’idea che la musica popolare calabrese, così come dice la teoria del caos, o si evolve o si adegua ai nostri tempi, oppure si estingue. Così si è deciso d’improvvisare in un certo senso tutto fino a farla conoscere ai giovani attraverso singolari interpretazioni. Continua a leggere cliccando il pulsante in basso >

La musica calabrese – Nobil donna d’altri tempi ultima modifica: 2017-01-27T14:01:02+00:00 da Lucia Franco

Informazioni sull'autore

Lucia Franco

Se gli occhi sono lo specchio dell’anima la fotografia non è altro che il riflesso dei sentimenti. Racconto della fotografia, la mia passione, i miei scatti. Fin da bambina consideravo la fotografia parte integrante delle parole, l’immagine accompagnata da una dolce poesia. Ogni nuova idea può essere un viaggio, sia fisico che interiore, essenziale ai fini della “creazione” per ognuno di noi. La fotografia, l’immagine e l’arte da cui parte la costruzione dell’uomo stesso: la nascita della parte istintiva di ognuno di noi, dell’energia e quindi l’origine delle nostre stesse emozioni. Cosa c’è di più bello del fotografare un’emozione pura? La nostra Italia dai contorni sfocati e spenti; decidere di mettere a fuoco, attraverso la giusta lente, il bello e il vero della nostra italianità. Riscoprendo le sue eccellenze.