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MIUCCIA PRADA – DA MILANO AL MONDO

Miuccia Prada: gli scivoli e i jeans

Miuccia Prada: gli scivoli e i jeans
Prada primavera-estate 2014

L’unico scivolone della Signora della moda è quello che sceglie di fare sull’installazione-scivolo realizzato da Carsten Höller, che dall’ufficio porta nel cortile. Definire Miuccia Prada stilista sarebbe estremamente riduttivo e a tratti offensivo. Produttrice di concetti che non conoscono stagione, incassa critiche che riesce a indossare elegantemente. Nonostante non tolleri la connessione forzata tra arte e moda, riesce a collaborare con artisti di un certo calibro, rispettandone i confini e quindi a non contaminare il suo mondo. Una donna sinistroide che produce abiti costosi riuscendo comunque a democratizzare il controsenso, investendo e supportando esponenti e progetti in qualsiasi campo: la Fondazione Prada, Rem Koolhaas, Roman Polanski, il Grande Gatsby ne sono un esempio. Le sue collezioni piacciono ancor prima di essere viste sfilare in passerella. Bandisce allo stesso tempo l’eccessiva sensualità e la comodità, odia la sciatteria. Prima scompone poi rielabora, prima il concetto poi l’abito. Come il femminismo dichiarato attraverso la collezione primavera-estate 2014, con volti di donne stampati sui tessuti, che quasi sembra di immaginare prender posizione nelle piazze. Alla domanda “Come si fa a vestirsi bene?”, risponde “studia”. Facile, ma il senso del bello e dell’estetica sono qualità rare e innate. Ha posseduto un solo paio di jeans perchè “volevo essere sempre diversa dalle altre, tutte mettevano i jeans, ho sempre avuto la mania di esser la prima”. E lo è ancora, Miuccia.

Carlotta Licciardi

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Scritto da Carlotta Licciardi

ll forte vento di maestrale e i profumi inebrianti delle erbe essiccate dal sole sardo mi hanno spinta e accompagnata sin dove i miei sogni son diventati realtà. Semino dentro al mio mondo, lottando, imparando, rinunciando. Poi godendo di quei semi che crescono lentamente, dei quali assaporo i primi succosi frutti.

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