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Fabio Attanasio – Influencer d’altri tempi

Fabio Attanasio
Fabio Attanasio

V.Raccontaci di una persona in particolare.

F. Ho un caro amico di New York con cui ci siamo sentiti su Instagram e poi siamo diventati così amici che lui è venuto a casa mia a Napoli e io sono stato da lui. Il nostro attuale distributore (si riferisce alla collezione di occhiali TBD Eyewear) in Thailandia. Una persona fantastica. I social hanno anche un lato positivo.

V. Quali sono i profili che ti piacciono di più?

F. Difficile dirlo. Per parlare di persone fisiche, c’è questo profilo coreano, che ha uno stile pazzesco e si chiama Chad Park, il titolare di B & Taylor. Poi è difficile dirti qualcuno in particolare. Alessandro Squarzi, che è un amico, e Luca Rubinacci. O i fratelli Guardì, fondatori di Barbanera… hanno tutti un gusto da cui prendere ispirazione.

V. Qual è il messaggio che ad oggi ti senti di comunicare con i tuoi post giornalieri. Tu prima raccontavi storie e ora stai puntando sui social. Molti potrebbero pensare che la tua pagina è commerciale.

F. Io sono un realista. Ti rispondo con le parole di Paul Smith che a Milano Unica nel 2017 ha detto che bisogna trovare un balance tra business e dream. Non bisogna mai perdere di credibilità e leadership ma nemmeno bisogna rimanere a sognare. Quando si fa business bisogna selezionare con attenzione i tuoi partner. La scelta del partner è cruciale per chi fa questo mestiere. Chi segue il profilo vede a chi ho detto sì ma non vede tutti i no che ho detto. Emblematica fu la mail di un marchio coreano che nel dicembre del 2014 in piena fase “artigianale” del blog, durante la quale io parlavo solo di sarti, mi scrisse l’ufficio stampa di New York offrendomi un viaggio pagato a Seoul per fare dieci scatti. Loro avevano una comunicazione e uno stile di tipo italiano. Volevano un giovane, per avere la faccia dell’italiano. E il budget per andare era 50 mila dollari e io dissi di no. Sono contento di aver detto no perché spero che proprio per questi no io adesso lavoro con altri marchi.

Quel brand non era in linea con la mia ricerca in quel momento. Io volevo parlare della storia della sartoria classica, le scuole italiane e tutte queste elucubrazioni mentali sulla sartoria che sono stato il mio pane e sono il mio pane, quello che mi ha permesso di distinguersi dalla massa. Fare foto per quel brand in quel momento non era coerente con la mia ricerca.

Le scelte che fai determinano ogni giorno il tuo futuro. Devi prendere decisioni ogni giorno Se hai dubbi è meglio evitare. Non sempre però si prende quella giusta.

La prima collaborazione importante per me è stata con Omega. Erano i primi anni che si cominciava a muovere qualcosa. E poi è accaduto tutto il resto. Non c’è mai stato un giorno uguale agli altri. Ho scritto un e-book, scrivevo per delle rivisite. Dopo aver scritto per GQ, avevo accumulato un vasto materiale sull’argomento dell’eleganza classica e un giorno ho deciso di sfruttarlo.

Ne è uscito fuori un e-book con cinque capitoli che è stato scaricato settemila volte,  gratis, in cambio di una mail che è ancora disponibile e che tutt’oggi la gente scarica.

Tre anni fa nacque The Bespoke Dudes Eyewear, anche qui c’è un aneddoto. Io indossavo un paio di occhiali color miele di un brand napoletano, ed era il periodo in cui il blog faceva 50.000 visite al giorno e mi seguivano dalla Spagna, dall’Australia, dagli USA. E tutti mi chiedevano dove comprassi i miei occhiali. Un giorno ho incontrato il mio attuale socio, Andrea Viganò, che aveva fondato un e-commerce di prodotti artigianali italiani, e io lo aiutavo fotografando e parlando dei prodotti che lui vendeva sul sito. Siamo complementari. Io sono il lato creativo, lui gestisce il lato finanziario. Ognuno ha le sue aree di competenza ed è l’unico modo in cui una società può funzionare. Tre anni fa inizia questa storia, siamo andati da un artigiano in Cadore e fondato una società con 3.500€ a testa, i risparmi che avevo accumulato un po’ col blog e un po’ facendo il commesso in un negozio, una palestra molto utile. Siamo andati da un artigiano che ha accettato di commettere su di noi, prendendoci come clienti. Il primo ordine di TBD Eyewear è stato di dodici occhiali, che noi abbiamo messo in pre-ordine e abbiamo iniziato a vendere online. Con il pre-ordine abbiamo fatto partire la prima produzione e oggi la produzione è arrivata a 10.000 occhiali.

V. Come si passa da 12 occhiali a 10:000?

F. Sicuramente è servito molto la conoscenza del mio socio in fatto di logistica e finanziamenti e dall’altro lato la mia community. Non siamo andati in Cina a produrre 5000 occhiali a 3 dollari l’uno, ma da un Cavaliere del Lavoro che a 82 anni è ancora incaricato di raddrizzare le astine dei suoi occhiali a mano e non c’è un occhiale che esca dal suo laboratorio senza che lui abbia controllato. È il bello dell’artigianato. Poi il network di persone mi ha fatto trovare i primi buyer, tutte persone che avevo conosciuto fin dall’inizio. I nostri rapporti non erano iniziati commercialmente e già avevano fiducia in me. I miei occhiali sono andati alla Rinascente, a Seoul, a Palermo.

V. Chi ha indossato questi occhiali?

F. Da Filippo Magnini a Giorgia Palmas, da Stefano Accorsi a Cristina Chiabotto e Riccardo Pozzoli, che è un caro amico…. Continua a leggere cliccando il pulsante in basso Avanti >

Vincenzo Girasoli

Scritto da Vincenzo Girasoli

Una vita ad immaginare e costruire un futuro che non è mai stato così chiaro e limpido. Fatto di emozioni inesauribili alla vista dei colori che questo mio Paese sa ogni giorno regalarmi. Ho viaggiato, senza mai stancarmi, per poi fermarmi dinanzi al blu del mio Mediterraneo. Lì capire che qualcosa di grande e profondo, intenso e meraviglioso, stava accadendomi; e che non mi sarei mai più fermato. Tuffandomi in quel mare sapevo che non avrei più potuto tornare indietro. Al contempo sapevo che i brividi che mi percorrevano sarebbero stati i vostri. E che insieme avremmo corso sempre più veloce verso qualcosa di puro, autentico, genuino, felice. Qualcosa che con orgoglio chiamo Idressitalian.

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