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Cosa ricorderemo e indosseremo dopo la MFW SS18

Cosa ricorderemo e indosseremo dopo la MFW SS18
Cosa ricorderemo e indosseremo dopo la MFW SS18 - Versace SS18

Cosa ricorderemo e indosseremo dopo la MFW SS18 secondo @Idressitalian

Cosa ricorderemo e indosseremo dopo la MFW SS18 – Questa edizione della Milano Fashion Week ci ha lasciato davvero un ricordo mozzafiato. Una stagione che non ha rivelato molte sorprese. Il regalo più importante è che ogni maison è tornata a coltivare con passione il proprio patrimonio genetico ed estetico.

Le Sfilate

Il designer romano, Alessandro Michele, per Gucci, ha trasportato gli spettatori in uno show con un allestimento al buio dove sciabolate di luce a laser illuminano creature che incedono lungo una traiettoria che mima il corso del Tevere, archi trionfali, sfingi egizie, piramidi azteche; addirittura una mummia deposta accanto alle sedie degli invitati, come fosse entrata con il meraviglioso invito-scatola (contenente candele nere, fiammiferi, carte profumate e misteriosi fili).

Miuccia Prada, utilizzando il lavoro di sei cartoonist donne per le stampe, ha proposto un’indagine di femminilità che oggi ha bisogno di protezione anche attraverso simboli: fasce borchiate da gladatrice, linee rotonde per non ostacolare il movimento, scarpe basse per un passo veloce e stampa animalier.
Anche per Alessandro Dell’Acqua, nella sua collezione più bella per N°21, ritrova il “suo” color nudo e un ritrovato romanticismo quasi austero.

Per non parlare dello show più emozionante di tutti:
Donatella Versace ha rielaborato i capisaldi del fratello Gianni e, in una collezione-tributo, ripropone stampe e materiali che gli appartenevano, chiudendosi in maniera leggendaria e iconica, come solo lui ha saputo essere. Le luci, dopo l’ultimo look visto in passerella si spengono, il carosello finale di modelle è pronto a riaccendere il catwalk, ma prima, un ultimo frame. Quello da colpo al cuore. Come un sipario che si apre sul passato, le super top model degli Anni 90 sono lì statuarie, immobili, plastiche (come se tutti questi anni non fossero trascorsi, come se Gianni fosse ancora lì). Ci sono Naomi Campbell, Cindy Crawford, Claudia Schiffer, Carla Bruni ed Helena Christensen – fatali e sexy – nei lunghi abiti in lamé oro con quegli spacchi vertiginosi che solo i Nineties ci hanno saputo regalare.

Cosa si può raccontare meglio, se non ciò che già si conosce, ciò che meglio rappresenta il nostro mondo interiore per tramandarlo e diffonderlo? Non è difficile intuire quindi quali saranno i capisaldi che non potranno mancare nei vostri armadi, e che, con molta probabilità, il fast fashion sarà pronto a replicare ancor prima che i capi usciranno nei rispettivi store (a fine Dicembre). Scoprili cliccando il pulsante in basso >

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