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Firenze moda uomo: in bilico tra Streetwear e Formal wear

Se vestibilità larghe, maxi logo e colori fluo hanno preso campo nel guardaroba femminile e sostituito ogni formalità, quanto successo ha ottenuto questa rivoluzione nella moda del sesso opposto?

L’abbigliamento maschile non ha accolto con grande clamore questa nuova invasione di stile. Al contrario, ci si può addirittura spingere a dire che gli storici brand di sartoria hanno perfino rafforzato il concetto di gentleman nella loro comunicazione.

Firenze moda uomo
Firenze moda uomo-photo credit: Robert Sheie

Ovviamente, anche nell’abbigliamento dell’uomo contemporaneo qualche cedimento all’informalità è evidente. La sneaker sostituisce la scarpa elegante, il dolce vita rimpiazza la camicia anche nelle situazioni più eleganti (con grande successo aggiungerei), e il rever della giacca si fa più stretto e casual. Penso all’uomo di Valentino Garavani. Un’eleganza senza sforzi fatta di tessuti nobili e linee pulite che si avvicinano allo stile streetwear per i colori sgargianti e completi a due pezzi abbinati a sneaker dal gusto decisamente running.

Sarebbe allo stesso tempo ipocrita generalizzare. Non a caso, accanto questi apparenti trasgressori che fanno l’occhiolino a tutte le avanguardie inglobate dai trend di Streetwear e Sportswear, si affianca il connubio che l’alta moda ha sorprendentemente proposto con esempi come Virgil Ablogh con Louis Vuitton, Demna Gvasalia con Balenciaga e Tisci con Burberry.

Rimangono coloro che abbracciano in toto le influenze proposte da Streetwear e Sportswear devote principalmente a culture underground, movimenti musicali come la Trap e Techno, subculture quali Raver –Skater – e rivoluzione estetica Post-Sovietica, rimanendo circoscritto alle metropoli Europee ed in Italia principalmente Milano.

Scritto da Camilla Cenci

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