in

I 5 Film di Fellini da vedere almeno una volta nella vita

1. LUCI DEL VARIETÀ

Film di Fellini
Film di Fellini – Photo credit: www.pinterest.com

Il passaggio al cinema arriva prima come sceneggiatore per Rossellini e finalmente, nel 1950, come regista assieme a Lattuada per “Luci del Varietà”.

La sua carriera registica continuerà poi per 40 anni, periodo nel quale regalerà al mondo capolavori ancora oggi considerati fra le vette della settima arte.

Ma quali sono i film di Fellini più rappresentativi della sua carriera e che dovreste assolutamente vedere?

Fellini sapeva regalare amarezza e sorrisi, raccontare sfumature di emozioni che si mescolavano come i suoi bianchi e neri sempre perfettamente bilanciati, per cui è bene iniziare con uno dei suoi primi lavori, che segnò già lo stile del riminese e ne fece emergere la bravura.

2. I VITELLONI

Film di Fellini
Film di Fellini

Nel 1953 con “I vitelloni” Federico racconta la vita triste di un gruppo di amici che non riescono a maturare, a sognare, inglobati in una realtà di provincia che forse dà pochi stimoli.

I giovani fannulloni, detti appunto “vitelloni”, passano il tempo a ridere e scherzare, vivendo alla giornata ed evitando il lavoro: la loro vita appare bella in superficie, ma dietro le maschere, come nella bellissima e metaforica scena della festa di Carnevale, c’è un grande e desolante vuoto.

Solo Moraldo si renderà conto della situazione e avrà il coraggio di lasciare tutto e partire: il regista qui rivive – tramite lo sguardo del protagonista – il momento del suo addio a Rimini per andare a Roma e la scena finale lascia trasparire tutte le sue emozioni. Moraldo parte all’alba e immagina i suoi amici che dormono, con la macchina da presa che li riprende attraversando le camere da letto simulando a tratti il movimento del treno sul quale è appena salito.

3. LA STRADA

Film di Fellini

Nel 1954 Fellini gira “La strada”, il film che nel 1957 gli darà fama mondiale grazie all’Oscar come Miglior Film Straniero.

La pellicola racconta la storia di Gelsomina (Giulietta Masina), venduta dalla madre all’artista di strada Zampanò (Anthony Quinn), un rozzo saltimbanco che sperpera i suoi guadagni in vino e donne e non dimostra alcun interesse per Gelsomina, sebbene lei impari a suonare la tromba e gli faccia da importante spalla negli sketch e nella vita.

Giulietta è un clown simpatico e buffo, ma dagli occhi tristi anche quando le labbra sorridono e tutto il film è velato da una dolce amarezza che seppe emozionare tutto il mondo.

L’incontro di Gelsomina con un altro artista, un funambolo detto il “Matto”, insegna alla ragazza e a noi che tutto accade per una ragione e nessuno è insignificante. Una grande lezione di umanità che ancora oggi dovremmo tenere bene in mente!

Nel 1960 Fellini gira uno di quei film che tutti avrete sentito nominare, ma che in molti ancora dovrete sicuramente ammirare: “La dolce vita”. Palma d’Oro a Cannes e Oscar per i costumi, “La dolce vita” è un’opera monumentale e, inutile nasconderlo, impegnativa.

Le tre ore di pellicola non scorrono sempre facilmente, ma Fellini racconta degli spaccati della decadenza romana che sanno anche drammaticamente di attualità.

Diviso in quadri, il film ci mostra il finto perbenismo della borghesia e di certi salotti ricchi di vuoto intellettualismo, il fanatismo religioso, la povertà morale di chi farebbe di tutto per una foto a un vip o ad una diva (Paparazzo, personaggio a cui si deve il nome comunemente dato ai reporter di gossip!), la bassezza di chi vive inseguendo il vizio anziché l’amore.

C’è spazio però anche per figure positive, come la piccola Paola, angelico simbolo di innocenza che con le sue semplici, ma importanti aspirazioni diventa da subito un esempio per Guido.

Prendetevi una sera dopo una giornata poco impegnativa e dedicatevi a questa meraviglia, un capolavoro sotto ogni punto di vista, con un Marcello Mastroianni ai vertici della sua carriera.

Memorabile la scena di Anita Ekberg che si immerge nella Fontana di Trevi, una delle sequenze più famose della storia del cinema!

4. 8 e 1/2

Film di Fellini

Nel 1964 è di nuovo Mastroianni al centro della scena, stavolta come Guido nel geniale “8 e 1/2”. Fellini racconta, mediante un suo alter ego, le fatiche mentali di un regista che ha perso lucidità, creatività e capacità di focalizzare i propri obiettivi. In concreto, si parla di un film che non si riesce a fare.

Metacinema d’autore, questo capolavoro è stato premiato con due oscar (Film straniero e costumi) ed è considerato fra le più belle pellicole di tutti i tempi: merito va alla grandissima interpretazione di Mastroianni e alla capacità di Fellini di raccontare in modo visionario pensieri, sogni e squarci di vita reale di una figura che da sola rappresenta l’intera categoria degli artisti.

L’inizio è già emblematico, con Guido che, bloccato nel traffico, si immagina di poter evadere e volare fuori dall’auto. Un desiderio di moltissimi di noi!

Molte sono le scene da antologia, come quelle con la sua amante (Claudia Cardinale), il sogno dell’harem o quello in cui ritrova i genitori davanti alla loro stessa tomba al cimitero.

Il girotondo finale, sulla celebre marcia di Nino Rota, chiude in maniera straordinaria un film che è pura poesia.

Fellini nel 1965 abbandona il bianco e nero per il colore, ma mantiene la sua passione per i personaggi singolari, ai margini della società o in crisi personali, indagati in un mix di realismo e surreale che a nessun altro artista è mai riuscito così bene.

5. AMARCORD

Nel 1973 “Amarcord” è ennesimo Oscar come Miglior Film Straniero ed è una serie di ricordi della Rimini d’infanzia del regista, che ritroviamo nel personaggio del protagonista, Titta: si ripercorrono festa paesane, purghe fasciste, prime pulsioni amorose adolescenziali e banali momenti di quotidianità.

Il carosello di personaggi è sterminato e donne come Gradisca o la Tabaccaia sono figure diventate iconiche del nostro cinema, così come ormai in italiano il termine è diventato un vero e proprio neologismo per indicare una rievocazione nostalgica.

Anche stavolta, la visione a tratti si fa poco scorrevole, ma si comprende subito di essere davanti a un lavoro di un livello qualitativo raramente eguagliato, anche solo per il fatto di essere stato girato moltissimo in studio.

Un esempio lampante? La scena dell’attesa dell’arrivo del transatlantico Rex, che poi solca un mare di tela cerata passando a fianco alle finte barche dei protagonisti, diventa grazie alla palese scenografia finta una scena che è insieme sogno e realtà. In una parola, meraviglia.

Federico Fellini è stato un intellettuale che ha dato tanto al nostro paese e che è stato una bandiera per l’Italia nel mondo, ancora oggi ricordato e celebrato ovunque.

In occasione di questo centenario, provate davvero a conoscere meglio questo artista!

Rivedere certi suoi film ci fa essere consapevoli di quanto si debba essere orgogliosi della nostra storia e che il cinema non solo è arte, ma sa essere anche magia.

Scopri anche I 5 Film italiani che hanno reso grande l’Italia nel mondo cliccando qui

Scritto da Mattia Gelosa

Firenze moda uomo: in bilico tra Streetwear e Formal wear

Ecosostenibilità italiana lana

Lana Infinita: Moda Ecosostenibile italiana da un nuovo punto di vista