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Il profumo del vino: nuovi percorsi sensoriali

Profumo del vino
Profumo del vino - Photo Credits: pxhere.com @Adonyi Gàbor

Gli italiani, e finalmente anche i giovani, stanno riscoprendo il valore del vino.

Una bevanda che è una delle tante eccellenze del nostro territorio che, seppur chiuso dentro confini di modeste dimensioni, ospita oltre 500 diversi vini DOP e IGP e ha ben 80 vitigni diversi al suo interno. Per fare un confronto, la Francia ne ha 15!

Dietro ad ogni bicchiere vi sono emozionanti storie di famiglie, di territori, di tecnologia, il tutto racchiuso dentro a calici nei quali pian piano iniziamo a riconoscere colori, profumi e sapori.

I sommelier ci aiutano, i siti web e le recensioni ci guidano, ma ci sono sempre degli scogli contro i quali ci areniamo o storciamo – letteralmente – il naso: non vi verrebbe naturale farlo prima di approcciarvi a un vino la cui analisi olfattiva di esperti ci dice che ha sentori di pipì di gatto o benzina?

Ecco, appunto. E di profumi, specialmente i sommelier più tronfi, ne estraggono dal calice tanti quanti conigli estrarrebbe dal cilindro un prestigiatore: dopo i classici frutti gialli/rossi, fiori bianchi, rosa, sentori erbacei, legni vari, inizia la giostra. Benzine, pietre focaie, il famigerato cardamomo, bosso, fino ai deliziosi aromi di vernici, sella di cavallo, cane bagnato, cuoio e infine pipì di gatto.

Insomma, i nostri nasi hanno un mondo da scoprire, ma se l’olfatto poi ha una buona memoria, per cominciare ad allenarlo bisogna cimentarsi con la presa di coscienza di molti di questi profumi: ecco perchè stanno nascendo molti percorsi sensoriali dedicati al profumo del vino.

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Scritto da Mattia Gelosa

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